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Cucina giapponese

Cucina giapponese, l’incontro tra cura del gusto ed estasi

 

Oggi come non mai il Sol Levante si associa alla tradizione della cucina giapponese.

Un paese che, nel corso dell’ultimo secolo, è stato accostato ai mondi più disparati: dapprima alla tragedia di Hiroshima e Nagasaki fino alla ripresa economica e il culto del lavoro.

Il paese dei samurai è divenuto sinonimo di avanguardia tecnologica, per trasformarsi nella patria di fumetti e cartoni animati.

Oggi però tantissime persone che sentono parlare di estremo oriente non possono fare a meno di pensare a deliziosi piatti a base di sushi, ciotole di ramen fumanti o al sapore del sakè.

Proviamo dunque a dare uno sguardo da vicino a tutto ciò che si cela dietro la cucina del Giappone, tra cura del gusto ed estasi.

Arte e cultura della cucina giapponese

Cucina giapponese
Una storia millenaria che si ispira ai dettagli: ecco la cucina giapponese

Iniziamo col dire che l’arte culinaria giapponese tradizionale si sviluppa fino al Periodo Meiji, che possiamo approssimativamente datare tra il 1868 ed il 1912.

Dopodiché inizierà un’epoca all’insegna delle contaminazioni con l’Occidente e lo stesso termine che indica la parola “cucina” varierà da “washoku” a “yōshoku”.

Detto ciò, anche in Giappone i piatti tradizionali si sviluppano attorno alle materie prime del territorio: in questo caso gli ingredienti principali sono il riso, il pesce, le verdure e i legumi.

Prodotti che hanno portati a diverse preparazioni tipiche quali il già citato sushi, il sashimi, il ramen, l’udon, la soba o il nattō.

Un discorso a parte lo meritano le bevande, con, come già detto, il sakè, ma anche il tè verde che la fanno da padroni.

Una prima cosa da sapere della cucina del Giappone è legata ad una diversa concezione della tavola e dei pasti.

Nella loro tradizione infatti non esistono primo, secondo o contorno e di solito i cibi si servono contemporaneamente, per essere poi consumati senza un ordine prestabilito.

Questo dato potrebbe farvi pensare ad una cucina disordinata: ebbene, non potreste essere più lontani dalla realtà.

Rigorismo e cura estetica della cucina giapponese

Cucina giapponese
La cucina giapponese è caratterizzata da una grande cura del dettaglio estetico

La preparazione di piatti giapponese è all’insegna del rigore più assoluto. 

I piatti si classificano in base alla preparazione degli ingredienti e contengono il nome della tecnica utilizzata all’interno del proprio.

È il caso, ad esempio, dello “yakitori”, piatto a base di pollo in cui il prefisso “yaki” indica un qualcosa di grigliato.

La cura del gusto giapponese comincia ben prima della cottura, visto che in questa particolare tradizione anche il taglio e lo sminuzzamento del cibo ricoprono un ruolo fondamentale.

Un’arte del taglio che va di pari passo con quella della coltelleria giapponese con decine di diverse tecniche: dadinimezzelunerondelle,  bastoncini.

Addirittura ne esiste una di nome “hyōshigi” che è espressamente riservata al mondo dei legumi.

Cucina giapponese, il trionfo della salute

Cucina giapponese
Patrimonio immateriale dell’umanità, la cucina giapponese è insieme alla dieta mediterranea il regime alimentare più salutistico al mondo

Ultimo ma non ultimo l’aspetto salutare, motivo per cui la cucina giapponese e è stata inserita tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.

Si ritiene infatti che una tradizione così bilanciata dal punto di vista alimentare sia alla base della longevità del popolo del Sol Levante.

Grazie all’ampio uso di pesce fresco e alla forte presenza di verdure, ma anche grazie alla scelta di cucinare radici e di prediligere il tè verde a quello nero (che consumiamo abitualmente in Europa).

Redazione

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