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Burro

Danimarca, la terra del “burro che non fa male”

 

Il burro è un alleato preziosissimo in cucina e può venire usato per preparare piatti di ogni tipo, sia dolci che salati.

Un ingrediente talmente versatile da avere creato una vera e propria spaccatura in tutti coloro che prestano attenzione all’alimentazione: da una parte chi ritiene che il burro faccia tendenzialmente “male” e preferisce grassi di origine non animale, quali ad esempio quelli dell’olio di semi e/o dell’olio di oliva (che, al contrario dei grassi saturi, abbassano il colesterolo LDL).

Dall’altra chi non vuole rinunciare al piacere del burro e punta la lente di ingrandimento sui processi produttivi che portano alla sua creazione. Nell’articolo di oggi ci occuperemo di un paese che ha dedicato grandissima attenzione al burro, trasformandolo in una vera e propria eccellenza locale: nello specifico parleremo della Danimarca, la terra del “burro che non fa male”.

Inutile girarci attorno, in Danimarca viene prodotto quello che forse è il burro industriale più apprezzato del mondo. Stiamo parlando del Lurpak Butter, un marchio registrato dal 23 ottobre del lontano 1901 e che in oltre un secolo di storia ha letteralmente resettato gli standard di produzione del settore.

Burro Lurpak
Da oltre cento anni, il Burro Lurpak è il simbolo del buon mangiare danese nel mondo

Il Lurpak è un burro lattico caratterizzato da un colore pallido, che si ottiene grazie a panna stagionata e fermenti lattici (che gli danno la sua celebre nota leggermente aromatica): tutto qui, nessun ingrediente aggiunto, eccezion fatta per il sale, che però è presente esclusivamente nella varietà salata del prodotto.

La qualità del Lurpak dipende esclusivamente dalla qualità delle materie prime utilizzate e, chiaramente, dalla sapienza con cui vengono dosati e lavorati i singoli ingredienti: stando all’azienda ad esempio, per produrne un chilo ne vengono utilizzati circa 20 di latte intero.

Il nostro viaggio nel cuore della relazione tra Danimarca e il suo prodotto più celebre non può non passare attraverso i Danish Butter Cookies, ovvero i celeberrimi biscotti danesi.

Un prodotto esportato in tutto il mondo e che qualunque consumatore esperto associa alla storica scatola rotonda di latta di colore blu: proprio quella che molti di noi conservano ed utilizzano in seguito per contenere altri biscotti, prodotti alimentari vari e chi più ne ha più ne metta.

Biscotti danesi al burro
Una scatola di “Danish Butter Cookies”, i tradizionali biscotti danesi al burro conosciuti in tutto il mondo

Un classico della pasticceria, che deve gran parte del suo sapore alla qualità del burro utilizzato e, ancora una volta, ai rapporti tra gli ingredienti: ovviamente sta a ciascuno di voi trovare il suo equilibrio perfetto, vi basti sapere che la cosiddetta “ricetta classica” prevede l’utilizzo di 250g di burro, 500g di farina, 3 tuorli d’uovo, una bustina di zucchero vanigliato e 150g di zucchero a velo.

Detto ciò, l’utilizzo danese di questo ingrediente delizioso non si limita ai semplici biscotti: al contrario in Danimarca viene utilizzato come base di tantissimi piatti tradizionali.

Ad esempio viene sfruttato per cuocere piatti a base di carne e di pesce, così come viene spalmato sullo smørrebrød, il sandwich aperto danese, il cui nome significa letteralmente “burro e pane”.

L’oro bianco viene inoltre utilizzato per preparare la maggior parte dei dolci locali, tra cui le æbleskiver, frittelle di forma sferica a base di mela da provare assolutamente se vi trovate in visita a Copenaghen e dintorni!

Redazione

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